Category: ‘Rimborsi’

Viaggiare in aereo non sarà più un azzardo: ecco le nuove regole

Aprile 4, 2014 Posted by RimborsoLegale.com

Rimborsi, bagagli, biglietti: maggiori tutele per chi viaggia in aereo. Dall’Europa sono in arrivo nuove e rigorose norme

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Ritardi e cancellazioni? Le procedure per ottenere i rimborsi saranno più rapide e chiare. Maggiore flessibilità nel bagaglio da portare a bordo. Non vedersi cancellato il biglietto di ritorno quando non si è utilizzato quello di andata. Sono alcune delle nuove regole del progetto di legge comunitaria approvato dall’Europarlamento, a Strasburgo, per rafforzare la posizione di chi viaggia in aereo.

“I diritti dei passeggeri aerei riguardano praticamente ogni cittadino dell’Ue – ha dichiarato l’eurodeputato lussemburghese Georges Bach del Ppe, relatore del provvedimento -. È la storia di Davide contro Golia poiché solo il 2% dei passeggeri ottiene realmente un risarcimento dopo la presentazione di una denuncia contro una compagnia aerea”.

Alcune associazioni di consumatori hanno apprezzato il testo solo in parte perché la pressante azione di lobbying di potenti compagnie aeree avrebbe impedito ulteriori concessioni.

Le principali novitàviaggiare in aereo

Con le nuove regole i ritardi non saranno più calcolati alla partenza, ma al punto di arrivo. I vettori dovranno avere personale negli aeroporti per fornire informazioni ai passeggeri sui loro diritti, assisterli nelle loro necessità e raccogliere i reclami. Le possibilità di riprogrammazione dei voli dovranno essere spiegate entro 30 minuti dall’orario iniziale di partenza. Trecento euro spettano dopo tre ore di ritardo sui voli fino a 2.500 chilometri. Si può salire fino a 600 euro dopo un rinvio di sette ore.

Eventuali restrizioni sul bagaglio da portare a bordo dovranno essere preventivamente comunicate. In aggiunta a quanto consentito si potrà portare in cabina, senza costi, almeno una borsa di dimensioni standard con gli acquisti effettuati in aeroporto. Le compagnie aeree non potranno più fare ostruzionismo dilatando i tempi su reclami e richieste di rimborsi. In caso di mancata risposta, dopo due mesi dal ricevimento, quanto chiesto dal passeggero verrà considerato accolto. Se la compensazione è negata per “circostanze eccezionali”, i vettori dovranno fornire una spiegazione scritta.

Il progetto di legge passa ora all’approvazione del Consiglio dei ministri dei 28 Paesi dell’Ue, che potrebbe consentire l’introduzione delle nuove regole già dall’anno prossimo.

Le misure nel dettaglioaereo 3D

Le nuove regole dell’Europarlamento comprendono:

  • l’impossibilità per le compagnie aeree di negare l’imbarco al passeggero che non utilizzato il volo di andata;
  • l’impossibilità per le compagnie aeree di negare l’imbarco al passeggero in possesso di documento di validità a livello nazionale, ma non a livello comunitario (ad es. la patente di guida o altro documento equivalente);
  • il risarcimento di 300 euro per ritardi di più di 3 ore (fino a 2.500 km), 400 euro per 5 ore e 600 euro per 7 ore nei voli interni alla UE;
  • il calcolo del ritardo non più dal punto di partenza, ma di arrivo;
  • la riprogrammazione dei voli dovrà essere comunicata entro 30 minuti dall’orario iniziale di partenza;
  • la presenza di personale della compagnia aerea formato a fornire informazioni ai consumatori, assisterli e raccogliere gli eventuali reclami.

L’agenzia di viaggi rimborsa il biglietto al cliente che non ha preso l’aereo per motivi di salute

Gennaio 22, 2014 Posted by RimborsoLegale.com

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L’azienda risulta responsabile verso l’utente per aver inviato in ritardo alla compagnia la comunicazione dell’impedimento

Viaggiatore rimborsato per non avere preso l’aereo. È vero, la malattia che ha costretto l’utente non è colpa dell’agenzia di viaggi, ma l’azienda risponde comunque per aver inviato in ritardo alla compagnia la comunicazione dell’impedimento. È quanto emerge da una sentenza emessa dal giudice di pace di Reggio Calabria.

Volo non fruito

Risarcito il viaggiatore difeso dall’avvocato Francesco Comi. Il rapporto tra agenzia di viaggi e vettore, in relazione alla vendita di biglietti di viaggio, è certamente qualificabile come appalto di servizio; il rischio assunto dall’agenzia attiene alla vendita dei biglietti e non alla esecuzione del trasporto. Tuttavia, nel caso di specie, la domanda non è tesa a dichiarare una responsabilità per inadempimento del contratto di trasporto, bensì ad ottenere il rimborso di biglietti aerei per un volo non fruito di comprovato impedimento, dovuto a motivi di salute. Se è vero che l’agenzia non è responsabile verso il viaggiatore per l’inadempimento del contratto di trasporto, tuttavia è nei suoi confronti responsabile per aver in ritardo inviato la comunicazione dell’impedimento alla compagnia aerea, come risulta dalla copiosa documentazione versata dall’attore. Non resta che pagare.

Dario Ferrara www.cassazione.net

Ancora disagi per Trenord: al via class action

Dicembre 13, 2012 Posted by RimborsoLegale.com

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Continuano ancora i disagi per i pendolari di Trenord: da domenica sera, infatti, si registrano ritardi e soppressioni su diverse linee regionali lombarde, a causa del malfunzionamento del nuovo sistema informatizzato di programmazione e gestione dei turni del personale.

Il nuovo sistema informatico che assegna turni e lavoro a macchinisti e capitreno è andato in tilt e così su un treno si sono ritrovati due macchinisti e nessun capotreno o il contrario e via dicendo.

Per poter far viaggiare i treni, si è dovuto aggiustare in corsa la programmazione, lavoro che ha comportato ritardi dai venti minuti in su. Anche ieri mattina, mercoledì 12 dicembre, sono proseguiti i disagi sulle linee lombarde, con ritardi da 10 a 75 minuti e ad aggravare la situazione c’è stato anche un guasto fra le stazioni di Milano Certosa e Centrale.

Caos anche nella stazione di Lissone sulla linea Milano-Chiasso-Albairate, dove i treni arrivavano così pieni da non permettere la salita. Secondo quanto riferito da Trenord, nella fascia di punta, dalle 7 alle 9 di mercoledì, ci sono state una ventina di soppressioni, ma l’azienda sta prendendo provvedimenti.

A causa dei disagi ai lavoratori, il Codacons ha deciso di procedere con una class action contro l’azienda di trasporti per ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti dai pendolari rimasti coinvolti in questi giorni nel caos dei ritardi e delle cancellazioni.

Il Codacons invita, quindi, i consumatori a conservare non solo gli abbonamenti mensili e annuali, ma anche il settimanale, il carnet ed i biglietti giornalieri e di contattare nei prossimi giorni la sede del Codacons di Milano inviando una email a codacons.milano@libero.it o chiamando lo 02.29419096. Richieste di risarcimenti a Trenord arrivano anche da Adusbef e Federconsumatori, pronti anch’essi ad una class action.

Autore:

Marcello Tansini

Per Tripadvisor l’Italia viaggia in ritardo

Novembre 23, 2012 Posted by RimborsoLegale.com

L’Italia viaggia in ritardo. È quanto emerge da un’indagine di Tripadvisor, il popolare sito web che si occupa di viaggi su cui turisti di tutto il mondo si scambiano, in rete, pareri personali e recensioni riguardo a hotel, ristoranti e attrazioni turistiche. Proprio per la sua natura a rete, i giudizi espressi dagli utenti sono ritenuti imparziali e questo ha portato il sito, in pochi anni, a posizionarsi come una delle fonti più accreditate per orientarsi a raccogliere informazioni. Il sondaggio effettuato su un campione di oltre 1.400 viaggiatori ha rivelato che ben un quarto, cioè circa il 25 per cento dei viaggiatori italiani ha dovuto fare i conti con ritardi significativi dei mezzi di trasporto durante le proprie vacanze.

SCIOPERI E NON SOLO, MA NON SI RINUNCIA ALLA VACANZA  

Dalle risposte degli intervistati è emerso che più di un italiano su 10, circa il 13 per cento, ha dovuto affrontare problemi legati a scioperi ed agitazioni sindacali durante le proprie vacanze nell’ultimo anno. Ma, nonostante le difficoltà, secondo l’inchiesta, più della metà, cioè circa il 53 per cento degli italiani, non ha comunque rinunciato a spostarsi per raggiungere le località di vacanza. La maggior parte degli italiani ha dichiarato che, semplicemente, la strategia migliore per affrontare questo tipo di situazione è quella di limitarsi a posticipare gli spostamenti. Solo il 18 per cento si scoraggia fino a lasciar perdere.

UN PROBLEMA DEI “PIGS” EUROPEI

Ma non sembra essere solo lo “Stivale” a zoppicare quando si tratta di puntualità. La percezione di un generale disservizio riguarderebbe tutti quei paesi europei che, negli ultimi anni, maggiormente hanno fatto le spese della crisi economica e finanziaria. La percezione di un trasporto che non rispetta gli orari, infatti, sembra essere diffusa in tutti i paesi europei dove, per la prima volta dal 2008, i consumatori pensano di essere più “poveri” rispetto all’anno precedente. Tale sensazione, infatti, è particolarmente marcata in Spagna, dove il 53 per cento dei consumatori pensa di avere minore potere di acquisto rispetto al 38 per cento nel 2011, in Portogallo, 68 per cento contro il 62 per cento del 2011, e in Grecia.

Viaggi: volo in ritardo? Scattano i rimborsi tra 250 e 600 euro. Tutte le novità

Ottobre 23, 2012 Posted by RimborsoLegale.com

Piccola svolta sul fronte dei trasporti. La Corte di giustizia del Lussemburgo ha confermato con una sentenza che i passeggeri di voli che subiscono ritardi prolungati possono beneficiare di una compensazione pecuniaria.

Quando i passeggeri raggiungono la loro destinazione finale tre ore o più dopo l’orario di arrivo originariamente previsto – ha ribadito la Corte – possono chiedere alla compagnia aerea una compensazione forfettaria (tra 250 e 600 euro), salvo che il ritardo non sia dovuto a circostanze eccezionali.

La stessa Corte ha inoltre respinto le istanze delle compagnie aeree interessate, che volevano limitare l’efficacia temporale della sentenza pronunciata, ritenendo non fondate le richieste di compensazione pecuniaria di passeggeri relative a voli ritardati risalenti a prima della data di pronuncia della presente sentenza (tranne che per passeggeri che hanno già promosso un’azione giudiziaria in questo senso). La Corte ha però risposto che non occorre limitare nel tempo l’efficacia della sentenza.

Nel comunicato stampa con cui si dà notizia della decisione, la Corte Ue ricorda che il diritto dell’Unione prevede che, in caso di cancellazione del loro volo, i passeggeri possano ricevere «una compensazione forfettaria di importo compreso tra 250 e 600 euro.

Nella sentenza Sturgeon la Corte di giustizia ha considerato che i passeggeri di voli ritardati possono essere assimilati ai passeggeri di voli cancellati per quanto riguarda il loro diritto ad una compensazione pecuniaria.

La Corte ha così dichiarato che se essi raggiungono la loro destinazione finale tre ore o più dopo l’orario di arrivo originariamente previsto, possono chiedere alla compagnia aerea una compensazione forfettaria, salvo che il ritardo non sia dovuto a circostanze eccezionali».

Volo aereo a tratte successive. Risarcimento per negato imbarco in caso di arrivo in ritardo del volo e perdita della coincidenza. Visualizza articolo completo Risarcimento negato imbarco ritardo

Ottobre 18, 2012 Posted by RimborsoLegale.com

Corte di Giustizia UE, 4 ottobre 2012, C. 321-11
I passeggeri di voli comprendenti più tratte in successione devono essere risarciti per negato imbarco, quando quest’ultimo è dovuto ad un ritardo imputabile al vettore per il primo volo. La compensazione pecuniaria per negato imbarco riguarda non soltanto le situazioni di sovra-prenotazione, ma anche quelle connesse ad altre ragioni, segnatamente operative.
 

I passeggeri di voli comprendenti più tratte in successione devono essere risarciti per negato imbarco, quando quest’ultimo è dovuto ad un ritardo imputabile al vettore per il primo volo.
La compensazione pecuniaria per negato imbarco riguarda non soltanto le situazioni di sovra-prenotazione, ma anche quelle connesse ad altre ragioni, segnatamente operative. Il regolamento in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri (Regolamento CE n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento CEE n. 295/9) riconosce taluni diritti ai passeggeri di voli in partenza o a destinazione di un aeroporto situato in uno Stato membro.
Esso definisce il “negato imbarco” come il rifiuto da parte di un vettore aereo di trasportare passeggeri non consenzienti benché si siano presentati in tempo all’imbarco con una prenotazione confermata. Tuttavia il regolamento prevede casi in cui un rifiuto siffatto da parte del vettore può essere giustificato. Eccetto tali casi, i passeggeri hanno diritto ad una compensazione pecuniaria immediata, al rimborso del prezzo del biglietto o all’imbarco su un volo alternativo verso la loro destinazione finale nonché all’assistenza durante il periodo di attesa del volo successivo.
I ricorrenti hanno acquistato ciascuno dalla compagnia aerea Iberia un biglietto aereo per il tragitto La Coruna – Santo Domingo. Tale biglietto comprendeva due voli: il volo La Coruna – Madrid e il volo Madrid – Santo Domingo. Essi hanno registrato i loro bagagli direttamente per la loro destinazione finale al banco di registrazione dell’Iberia dell’aeroporto di La Coruna dove sono state loro rimesse le carte di imbarco corrispondenti ai due voli uno di seguito all’altro.
Il primo volo ha subito un ritardo di un’ora e 25 minuti. In previsione del fatto che tale ritardo avrebbe implicato che i due passeggeri in questione perdessero la coincidenza a Madrid, l’Iberia ha annullato le loro carte di imbarco per il secondo volo. Nonostante tale ritardo, al loro arrivo a Madrid, essi si sono presentati alla porta d’imbarco mentre la compagnia effettuava l’ultima chiamata per i passeggeri, ma il personale dell’Iberia ha loro impedito l’imbarco per il motivo che le loro carte di imbarco erano state annullate ed i rispettivi posti erano stati assegnati ad altri passeggeri. Essi hanno atteso il giorno successivo per essere trasportati a Santo Domingo con un altro volo ed hanno raggiunto la loro destinazione finale con 27 ore di ritardo.
Considerando che la compagnia Iberia avesse loro negato l’imbarco senza valida ragione, essi hanno adito la giustizia spagnola chiedendo la condanna della compagnia aerea al versamento di una compensazione di EUR 600 ciascuno, come prevista dal regolamento per i voli extracomunitari superiori a 3 500 chilometri. Nel corso del procedimento, l’Iberia ha fatto valere che la situazione in parola non costituiva un negato imbarco, ma una coincidenza persa – che non comporta alcuna compensazione – in quanto la decisione di negato imbarco non era imputabile ad una sovraprenotazione, ma al ritardo del volo precedente.
In tali circostanze il giudice nazionale chiede alla Corte di giustizia se la nozione di «negato imbarco» riguardi esclusivamente le situazioni in cui i voli sono stati oggetto di una sovraprenotazione iniziale o se la nozione di cui trattasi possa estendersi ad altre situazioni.
Nella sua sentenza odierna la Corte dichiara che la nozione di “negato imbarco” riguarda le situazioni di sovraprenotazione, ma anche quelle connesse ad altre ragioni, segnatamente operative.
Questa interpretazione deriva non soltanto dal tenore letterale del regolamento, ma anche dall’obiettivo da esso perseguito, cioè quello di garantire un livello elevato di protezione per i passeggeri. Infatti, allo scopo di ridurre il numero di negati imbarchi a passeggeri contro la loro volontà, troppo elevato, il legislatore dell’Unione ha adottato nel 2004 una nuova normativa che conferisce un significato più ampio alla nozione di negato imbarco, ricomprendendovi l’insieme delle ipotesi in cui un vettore rifiuta di trasportare un passeggero. Pertanto, limitare la nozione di «negato imbarco» ai soli casi di sovraprenotazione avrebbe per effetto, in pratica, di diminuire sensibilmente la protezione accordata ai passeggeri privandoli di qualsiasi protezione anche se si trovano in una situazione, come quella della sovraprenotazione, che non è loro imputabile, il che sarebbe contrario all’obiettivo del legislatore.
Peraltro, il regolamento prevede i casi in cui il negato imbarco è dovuto a ragionevoli motivi, quali ad esempio motivi di salute o di sicurezza ovvero documenti di viaggio inadeguati. Orbene, la Corte considera che un negato imbarco come nel caso di specie non può essere assimilato a ragioni siffatte, poiché il motivo del rifiuto non è imputabile al passeggero. Viceversa il rifiuto in parola sarebbe imputabile, in ogni caso, al vettore. Infatti, o quest’ultimo si trova all’origine del ritardo del primo volo da esso stesso operato, o ha erroneamente considerato che i passeggeri non sarebbero stati in grado di presentarsi in tempo per l’imbarco sul volo successivo, oppure ancora ha proceduto alla vendita di biglietti concernenti voli in successione per cui il tempo a disposizione per il transito era insufficiente. La Corte ritiene quindi che un vettore aereo non possa estendere sensibilmente le ipotesi nelle quali avrebbe diritto di negare in maniera giustificata l’imbarco ad un passeggero, il che sarebbe contrario all’obiettivo perseguito dal regolamento. Pertanto i negati imbarchi connessi a ragioni operative sono rifiuti ingiustificati che consentono di far valere i diritti conferiti dal regolamento.

Ufficio stampa Corte di Giustizia CE

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